Diari di viaggio in Bassa California – il soffio

“Il soffio”  di Paolo Gardini

Aprire le portiere della nostra Jeep e fiondarsi tra le piante spinose sulle lunghe carretere solitarie della Bassa California , dopo tre anni di astinenza. Un’astinenza che rende ancora più intensi i nostri passi fra queste lande. Passi a piedi e chilometri col nostro fuoristrada, verso mete e incroci. Entronque è un luogo topico, significa incrocio ma è un incontro non solo di strade, tanti diversi Entronques hanno segnato i nostri pellegrinaggi messicani. Quello sulla strada fra Ciudad Insurgentes e Loreto è abitato dal piccolo Tadeo e dalla sua famiglia, che ci ha proposto ottime quesadillas coi fagioli.

Quindi, finalmente, la lunga strada sterrata fra i monti, in direzione di una delle tante Baie sul Mar de Cortez. 41 chilometri di sassi, buche e piccoli guadi. L’asfalto è l’illusione di pochi chilometri, poi basta.

Alla fine siamo arrivati alla nostra meta: un piccolissimo villaggio di pescatori, e com’era già scritto, Josè era sulla spiaggia che ci aspettava. Sì, doveva solo cercare il carburante per la sua barca, ma poteva portarci all’Isla Catalina. Così ci siamo guardati e subito intesi: la spiaggia era grande e bella, sarebbe stata lei la nostra camera per la notte. Montate le tende ci siamo finalmente immersi nel Mar de Cortès insieme ai tanti pellicani che indisturbati pescavano. E poi via, verso le poche casupole.

Una misera casetta in cartone blu si proponeva come ristorante. Unici clienti i cinque italiani. Mentre la famiglia preparava il pesce ci siamo diretti verso la casa a fianco, dalla quale provenivano musica e canti. Si trattava di un “templo” di una confessione evangelica. Cantante, chitarra e pianola, senza che nessuno dei tre sembrasse un pastore, a meno che la maglietta rossa non fosse un paramento sacro. Donne, uomini e bimbi, uniti da canti e movimenti sincroni, ripetuti insieme chissà quante volte. “Grazie Signore per il mare, grazie Signore per il pesce nel mare”. Ondeggianti insieme, battendo le mani, alzando ora un braccio, ora tutti e due. (…)

Trasferiti al “ristorante” vediamo che la tavola è apparecchiata sulla terrazza dove normalmente dormono due persone: semplici brande in legno sotto alle stelle. Il pesce è ottimo, come le salsine e le birre. Sull’albero di fronte a noi un pavone.

Tornati alla nostra spiaggia non ci restava che dormire, non prima di un saluto al mare. Durante la notte canti di grilli e di uccelli e una sottile pioggerellina che metteva in discussione il programma per l’indomani. Guai demordere: al risveglio pioveva ancora ma il mare era calmissimo. E un’alba meravigliosa annunciava una grande giornata. Cielo e mare incandescenti, solcati da gabbiani e pellicani già all’opera. Arancione: questo lo spettacolo tutto per noi e per José, puntuale a calare la sua Elizabeth nelle acque del Mar de Cortès.

La Isla Marziàl era vicina, abitata da leoni marini. Più in là i delfini giocavano noncuranti di noi. E poi Catalàna, quella che oggi è chiamata Isla Catalina. Sapevamo cosa avremmo incontrato ma non potevamo sospettare un’emozione così grande. Decine, centinaia, migliaia di enormi Ferocactus diguetii a sorvegliare e preservare il silenzio dell’isola. Vere sentinelle, totem di un rito ancestrale. Dorati. È stato automatico correre loro incontro, passare da uno all’altro, abbracciarli, baciarli. Una cresta, una valletta, un costone: cardònes e biznagas amarillas a perdita d’occhio.

Bassa California Speciale Cactus e Balene

E poi il soffio. Deciso, senza equivoci. Il crotalo. Un serpente a sonagli senza sonagli: questo è il Crotalus catalinensis, che per avvisare della propria presenza soffia come i gatti. Solo qui vive, prima combattuto dai pescatori, ora finalmente protetto. Si nutre di roditori e volatili ma il suo morso è letale anche per noi. Non uno, tre crotali. Tre bellissimi esseri perfettamente mimetizzati con le pietre circostanti. Le gambe tremavano ma il dito era fermo sul pulsante della Nikon.

Piante e animali meritano rispetto, così dopo aver ammirato entrambi c’è parso naturale tornare alla spiaggia e chiamare José che si era fermato a pescare.

Viaggio Bassa California

Abbiamo riposto le tende bagnate, prima di affrontare di nuovo la lunghissima strada sterrata. E poi Loreto, quella che un tempo era la capitale della California, tutta la California. Palme, gringos in vacanza, alcuni ristoranti. Sembra incredibile che a così pochi chilometri da quel paradiso si possa trovare un mondo così diverso.

Ed eccomi qui: dopo una margarita, due birre e del buon pesce alla veracruzana, a digitare sul mio smartphone mentre gli altri già dormono.

Col soffio del crotalo nelle orecchie, col soffio di quest’aria tropicale fuori dalla camera, col soffio di chissà quali altre esperienze lì, dietro l’angolo.

 

Paolo Gardini architetto,

Nato in Alto Adige, vive a Trento, dove lavora all’urbanistica del Comune, e’ stato definito dalla stampa locale. “L’uomo che sussurra ai cactus”. Oltre alla passione per i viaggi e la natura, Paolo ama scrivere blog di viaggio.


Timeless Baja  e’ una compagnia di viaggi in avventura attiva su tutto il territorio della Bassa California , collabora con biologi e esperti naturalistici per viaggi specializzati nell’esplorazione di habitat di piante endemiche .

Comments

Giuliana
ottobre 18, 2016
Letto e riletto . Per me è stato il primo viaggio con incontri ravvicinati ai cactus e, come dimenticarlo, ai Crotalus. Bella esperienza e chissa che non si possa replicare.
ottobre 19, 2016
Bravo Paolo!! E' sempre un piacere leggere i tuoi racconti e ... ritornare a quei momenti indimenticabili!

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